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Citazione:[FONT=Century Gothic]CAP.10 - Giorno X – 22 dicembre (DURANTE)
Mi fanno sdraiare su un lettino e mi mettono un cuscino sotto le ginocchia, la testa è appoggiata su un altro cuscino incavato (in modo da tenere più fermo il capo) e uno degli assistenti mi si posiziona dietro. Sopra di me ho il macchinario che incombe.[/FONT]
Mi posizionano una specie di benda adesiva sopra gli occhi, un occhio è scoperto (la benda ha un foro in corrispondenza), mentre l’altro è coperto ma comunque intravede le luci che filtrano; la cosa sarà utile più avanti.
Il chirurgo mi chiede se sono nervoso per l’operazione, gli rispondo che fino a poco tempo prima non ci avevo pensato, ma che adesso il nervosismo mi stava salendo… mi dice che la cosa è normale e che anzi per loro è preoccupante il contrario… ok, sono più tranquillo: sono nella media, va bene così!
Mi “trattano” il primo occhio da operare, quello rimasto scoperto: inizialmente mi mettono un divaricatore (tipo quello utilizzato nel film arancia meccanica) e mi bagnano l’occhio a più riprese con un liquido (acqua o simili); ad un certo punto l’assistente inizia a “spatolarmi” l’occhio. L’operazione dovrebbe servire a togliere lo strato superficiale di epitelio dall’occhio… è come se usassero la carta abrasiva a grana finissima sulla pelle per toglierne un pochino. Ad ogni modo la sensazione è sgradevole e fastidiosa, primo perché sono praticamente bloccato e non posso difendermi chiudendo l’occhio, poi perché sento la pressione dell’attrezzo sul mio occhio e capisco che un estraneo ci sta smaneggiando sopra dato che vedo l’attrezzo passarmi sull’occhio. Comunque non sento praticamente alcun dolore, ma non è affatto piacevole.
A questo punto mi dicono di guardare la luce rossa lampeggiante (è in pratica un puntino) che è sopra di me, di fianco ce ne sono altre due fisse e, proprio ai lati di quella rossa lampeggiante, ci sono dei faretti piccoli ma molto fastidiosi. Vorrei sbattere l’occhio, ma il divaricatore me lo impedisce.
In tutto passano pochi minuti, ma mi sembrano infiniti.
A questo punto inizia la vera e propria operazione, il laser fa rumore, lo stesso che avevo udito da fuori la stanza: una specie di zzzzzzzz! Ma adesso mi sembra diverso.
Vedo la luce rossa che, stranamente, si allarga sempre di più. A rigor di logica dovrei vederla sempre più definita e invece è come se, invece di migliorare, vedessi sempre peggio. La cosa sarebbe preoccupante se non fosse che prima il chirurgo mi aveva preannunciato la cosa.
Capisco che il mio occhio si sta vaporizzando dall’odore di bruciato che sento. Non è il classico odore di pollo, ma uno più sgradevole che non avevo mai sentito. Suggerisco all’equipe, per il futuro, di procurare ai pazienti anche dei tappi per il naso. Ridono (immagino siano risate di circostanza) ed il chirurgo mi dice che è la miopia che se ne sta andando…. Vabbè, se lo dice lui sarà così!
Metà occhio è fatto e, dopo poco, l’occhio è stato completamente operato. L’operazione in se sarà durata 2 minuti più altri massimo 5 di preparazione. Adesso tocca all’altro occhio, ma prima mi mettono una lente a contatto protettiva che potrà rimuovere solo il chirurgo durante il primo controllo.
Per l’altro occhio ovviamente la preparazione è identica, ma il la soffro di più, sento più fastidio e glielo dico, ma non mi danno troppo peso. Mi dicono infatti che è normale che il secondo occhio si senta di più, ragiono che probabilmente è a causa del fatto che uno sa esattamente quello che sta per accadere.
Finito anche il secondo occhio, mi fanno alzare ed esco per la svestizione. Prima cerco di capire come ci vedo. Effettivamente vedo meglio che senza occhiali, ma quanto mi dissero gli amici operati: “la prima cosa che vedrai in maniera distinta è il chirurgo”, si rivela l’ennesima balla. Il chirurgo, come tutto quello che lo circonda, è ancora un po’ sfocato.
Fuori mi metto gli occhiali scuri portati per l’occasione ed attendo in un corridoio con le luci spente.
Quando esco dalla stanza c’è comunque la terza paziente che aspetta di entrare… lei è già nervosissima e mi fa mille domande. Io non me la calcolo più di tanto, gli dico che è una passeggiata e che il rumore che l’ha allarmata è solo quello del laser, niente di che.
Il chirurgo mi fa una veloce visita facendomi appoggiare mento e fronte al classico macchinario da oculista, la luce che utilizza per guardarmi gli occhi mi da un grandissimo fastidio.
Mi da infine il foglio con le prescrizioni: sono 3 colliri da mettere 4 volte al giorno (durante le ore diurne) a distanza di 10/15 minuti l’uno dall’altro. Poi ci sono delle pasticche da prendere a colazione e a cena (2 per volta) e, infine, un analgesico da prendere a bisogno.
Passo dalla segretaria per l’ultima piccola formalità: il pagamento. L’assegno lo faccio compilare dalla segretaria dato che ho iniziato a vedere parecchio offuscato (e sono passati solo 20 minuti dall’intervento), mi limito quindi a firmarlo ed a diventare più povero della somma pattuita.
Salgo in auto per ritornare a casa, ovviamente guida mio padre (io non ce lo farei assolutamente) che prima si ferma in farmacia a prendere quanto prescritto. Mi partono 60 piccoli euro.
NA 1.6 115 CV (ANNO 1993 CLASSIC RED)
ex NA 1.6 115 CV (ANNO 1991 prima CLASSIC RED, poi diventata NEW ROSE' SBUCCIATO)
ex NA 1.6 115 CV (ANNO 1991 prima CLASSIC RED, poi diventata NEW ROSE' SBUCCIATO)