Gagio Ha scritto:La vita e' bella piu' che un film sul'Olocausto e' un film su cosa si arriva a fare per voler bene a tuo figlio.
E per il fatto che a scriverlo sia stato uno che figli non ha, io l'ho trovato di una bellezza commovente.
Già, praticamente l'orrore non arriva mai agli occhi del fanciullo grazie al filtro paterno che gli non gli lascia vedere la realtà, e anzi più volte gliela nega.
Dal punto di vista stilistico, se si pensa al rigore e al timore riverenziale con cui ci si accosta al genere dei drammi personali durante l'olocausto (A.Frank/the pianist/list ecc ecc), fu una trovata originalissima IMHO.
LucaJones Ha scritto:La comunicazione scritta non include le componenti non verbali della comunicazione, come tono, gesti, espressioni del viso. A meno dei casi in cui si asserisce qualcosa con tono o altre componenti non verbali tali da far comprendere al proprio interlocutore di voler intendere l'opposto, o di forti limiti nelle capacità espressive di chi scrive, nella forma scritta il pensiero risulta correttamente comprensibile. Può risultare più o meno simpatico o antipatico, ma il concetto espresso corrisponde all'intendimento di chi lo esprime.
Bisogna ricordarsene quando si scrive.
Bisogna ricordarsene anche quando si legge
Roman Jakobson, what a man. :plus1:
Fermo, ma non inerte.