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Con una NA a Caponord
#61
Tappa 10 Olderfjord - Tromsø 487km

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Comincia il viaggio di ritorno, che ci porterà lungo le difficili coste norvegesi, spesso sottoposte a venti forti e continui cambi di temperatura attorno allo zero che possono rendere le strade impraticabili. Vista la lunghezza della tappa, partiamo prima dell'alba: nonostante il chilometraggio, Maps ci avvisa che ci vorranno 8 ore per percorrerla. Dobbiamo riprendere la strada che collega Alta con Olderfjord, quella che due giorni prima avevamo percorso nel buio completo. Questa mattina sono rilassato, forse perché davanti a me c'è uno spettacolo unico e io ci sono dentro, con un'auto che fino ad ora è stata fantastica. All'inizio, la lingua di asfalto si inerpica sulle montagne, circondata dai boschi e illuminata dalla fioca luce dell'alba ma, una volta arrivati sull'altipiano, le curve si fanno dolci, quasi inesistenti, e il paesaggio si apre su una distesa infinita di bianco. L'alba regala al cielo un colore giallo intenso che filtra dal mio finestrino ghiacciato internamente.

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È strano pensare che siamo sulla via del ritorno, ma ancora lontanissimi da casa. Tutto può ancora succedere, ma le due Mazda procedono senza problemi. Ora le temperature si stanno alzando di nuovo, siamo a circa -10°C e a noi, dopo essere stati a -35, sembra caldo. Passata Alta inizia lo spettacolo dei fiordi e capiamo che forse non riusciremo a chiudere la tappa in 8 ore: ci fermiamo a ogni piazzola di sosta per fare due foto. Dopo ogni curva il paesaggio cambia e ormai mi si è seccata la gola a furia di stare a bocca aperta per lo stupore.

Lungo la strada ci incontriamo con un gruppo di ragazzi che dalla Svezia, con una vecchia Volvo, stavano andando anche loro a Caponord. Ci eravamo scritti tramite Instagram e ci tenevo particolarmente ad incontrarli. Il proprietario dell'indistruttibile ammiraglia svedese è stato uno dei primi a scrivermi dopo aver aperto il profilo e incontrare altri appasionati è sempre un piacere.

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Arriva l'ora di pranzo e troviamo un posto fantastico dove fermarci. Pranzo con vista, a base di pane e salmone, che diventerà quasi un'abitudine da qui in avanti. Una cosa che adoro qui, condivisa tra Svezia, Finlandia e Norvegia, è il polarbrød. Rimane morbido a lungo e non si secca neanche a temperature proibitive e, con il salmone, è spaziale. Resterei qui a mangiare quintali di salmone e pane, ma dobbiamo ripartire.

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Forse l'aver raggiunto Caponord ha reso tutto più facile? Forse è la piccola mazdina che rende tutto così divertente? Forse è il paesaggio magnifico attraverso il quale stiamo guidando? Probabilmente un mix di tutto, ma io mi sento veramente rilassato. Il sole scompare e ci ritroviamo dentro una nevicata e io, dentro al caldo abitacolo della NA, mi godo tutta la strada.

Avvicinandoci a Tromsø il sole si mostra di nuovo e arriviamo in città poco dopo il tramonto. Devo correre in aeroporto a prendere un pacchetto speciale: ci ha raggiunto Julie, la povera ragazza che sopporta me e le mie idee strambe di guidare una MX-5 qua. Per chi ha visitato Tromsø sa quanto siano ripide le stradine della città, ma non abbiamo problemi, le due piccole MX-5 sono perfette! Finalmente possiamo farci una birra e ci dirigiamo al pub più antico di Tromsø, con oltre 72 birre alla spina. La mia passione per le porter e le barley wine mi costa cara: 18 euro per 25 cl di birra.

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Tappa 11 Tromsø - Tromsø

Oggi ci riposiamo. Dopo giorni di guida rimaniamo qui per visitare la città, che è davvero una chicca. La piccola isola è connessa al fiordo tramite due ponti opposti: sembra che abbia una passione per i ponti, ma la realtà è che qui fanno davvero impressione. È abbastanza strano dover stare qui oggi, dopo 10 giorni di guida verrebbe quasi spontaneo continuare per inerzia ma un giorno di riposo ci voleva, soprattutto considerando il ritmo dei giorni passati.

Avere qui Julie, la santa che mi sopporta, è altrettanto piacevole. Voleva in qualche modo far parte dell'avventura ed era una scusa per poter vedere l'aurora. Peccato che, in questi due giorni, sarà sempre nuvoloso. Ci dirigiamo verso Fjellheisen per prendere la cabinovia che raggiunge quasi la cima del monte Storsteinen: da qui c'è una vista magnifica ma anche un vento talmente forte che si fatica a restare in piedi. Qui scopriamo il brunost: formaggio dal colore marrone scuro, dato dagli zuccheri che vengono caramellati durante la bollitura del latte. Mangiato assieme a un buon waffle norvegese e un po' di marmellata è buonissimo. Sarà che sono di buona forchetta ma me ne sono portato a casa 1 kg e, quando finirà, sarò molto triste.

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Dopo esserci goduti il panorama scendiamo verso l'Arctic Cathedral, che con la sua architettura particolare risalta nel paesaggio, soprattutto di sera ma, a mio parere, la cattedrale principale (Tromsø Cathedral) è più interessante, essendo l'unica cattedrale interamente in legno in Norvegia. Qualcosa di invece estremamente interessante da vedere è il Polar Museum, museo che ripercorre la storia della caccia e delle spedizioni norvegesi alle Svalbard e in Groenlandia (che avvenivano in inverno). Se non la conoscete, leggetevi la storia della spedizione del "Fram", perché sembra quasi fantascienza.

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Tromsø è una bellissima città di giorno, ma è durante la sera che dà il meglio di sé. Le casette di legno colorate, assieme al paesaggio bianco e alle miriadi di luci accese lungo le piccole vie, creano davvero uno spettacolo unico. Camminando nel punto più alto del centro si può godere di una vista a 360 gradi sull'isola. Ma è già tempo di riposare per il giorno successivo.

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Tappa 12 Tromsø - Gryllefjord 141 km

La mattina seguente riporto Julie in aeroporto, andrà a Oslo per qualche giorno, mentre noi ci prepariamo per una delle strade più belle della Norvegia. Il tempo non è dei migliori, nevica e le strade si riempiono nuovamente di neve fresca. La prima parte di strada è bellissima, talmente bella che a ogni piazzola ci fermiamo per fare due foto e ammirare il paesaggio. La neve oggi è pesante e si infila in mezzo ai cerchi, creando qualche problema di bilanciamento: ci dobbiamo fermare per pulire il canale dal ghiaccio accumulato nei giorni passati e nei primi chilometri di oggi.

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Ci fermiamo in una spiaggia dove l'acqua è di un azzurro acceso, amplificato dal fatto che tutto il resto è bianco. La mia MX-5, con il suo rosso acceso, dona ancora più contrasto alla scena, mentre la ND, bianca come la neve, si mimetizza sulla strada. Ci perdiamo fin troppo nel paesaggio, dimenticandoci che avevamo un traghetto da prendere. Arriviamo dietro la fila di auto per ultimi, una fila che sembra troppo lunga per un solo traghetto. Sono le 9 di mattina e il prossimo partirebbe solo alle 16. Conto le auto in fila: trentadue. Conto quelle che scendono dal traghetto: meno di venti. Giornata rovinata? No. E questo ancora grazie alle auto che stiamo guidando. Essendo così piccole riusciamo a incastrarci nel poco spazio rimasto.

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La traversata, che ci porterà sull'isola di Senja, dura circa 40 minuti, nei quali sgranocchiamo qualcosa preso dal bar self service a bordo. Durante la traversata il tempo peggiora, ma non ci facciamo troppo caso. Gli speaker annunciano che tra poco arriveremo a destinazione e ci dirigiamo alle auto. Il muso della nave si apre e le auto iniziano a scorrere, siamo gli ultimi a scendere e, non appena mettiamo il muso fuori, scopriamo perché tutti stanno procedendo così lentamente. Una fitta nevicata copre completamente la visuale sulla strada e su tutto attorno nel raggio di 50 metri, i fiocchi sono così spessi che si fa veramente fatica a distinguere il camion overlander che abbiamo di fronte. Procediamo molto lentamente. Un po' sono dispiaciuto, perché la strada in cui siamo ora offre paesaggi incredibili, impossibili da vedere con un tempo così.

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Vista la tappa corta, abbiamo deciso di prenderci un momento di relax e deviamo verso Fjordgård. Il tunnel verso il paese ci dà un momento di tregua dalla bufera, ma durerà solo 1 km. Ci prepariamo a tornare dentro al caos bianco appena intravediamo la fine del tunnel, ma dall'altra parte è come essere catapultati in un altro mondo. Il cielo è quasi sereno e non nevica più. Incredibile.

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La piccola sauna è in pratica una chiatta galleggiante ormeggiata nel piccolo porto del fiordo. C'è una piccola stanza per cambiarsi e si entra nella sauna con vista sul fiordo di fronte. In un'ora di sauna ci concediamo anche un paio di bagnetti in acque gelide. All'uscita incontriamo Francesco Furlani e Giulio Ballardini, due ragazzi che stanno viaggiando in giro per Scandinavia e Finlandia a bordo di un pick-up Ford e dormendo nella tenda da tetto. Dopo un pranzo con loro ripartiamo verso la nostra destinazione.

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La strada si fa tortuosa e deserta, con continui saliscendi e dietro ogni scollinamento c'è sempre un paesaggio spettacolare. Stiamo guidando lungo le acque del Mare di Norvegia, e questo significa esporre le auto a tanto sale. Ma in quel momento non ci pensiamo, non ci interessa. Ora che la sfida di arrivare a Caponord è passata ci stiamo godendo la strada al 100%, lasciandoci andare a qualche traverso di tanto in tanto e fermandoci in aree di sosta spettacolari per goderci il silenzio attorno a noi (solo dopo aver spento le auto, soprattutto la NA che fa un baccano non indifferente).

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Il tramonto ormai sta lasciando spazio al buio e ci fermiamo per l'ultimo highlight della tappa: the Devil's Jaw, un gruppo di montagne che ricordano i denti appuntiti di qualche creatura mitologica. Senja non ha deluso le aspettative per nulla.

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