Ciao, essendo io convinto Alfista (ma mi fa cagare vasco rossi...
) vi riporto la mia idea. Abbiamo avuto: giulietta 2.0 del 1985 (comprata nuova, tutt'ora nel mio garage), Duetto 2.0 QV del 1988 (la prima serie aerodinamica, la meno bella ma la mia era rossa, QV, con gli interni in pelle, stupenda), Giulia GTV2000 del 1972 (tenuta poco perchè l'affare non si concluse, se penso che ora valgono 40000€...), 75 2.0 Twin Spark prima serie, venduta dopo 14 anni solo perchè la usavo poco, mi piange il cuore tutt'ora.
Le AlfaFiat non le metto in conto ma ne abbiamo e ne abbiamo avute tante, tranne ovviamente il 166 3.2 V6, regalo per la pensione di mio padre: quest'ultima la reputo quasi un'Alfanord.
Sono tutte auto speciali, sali su una fiat, ed è come se le avessi già provate tutte. Sali sulle tedesche e ti senti di invadere la polonia, per quanto abbiano i loro pregi. Le Alfanord no, sono affidabili (prima che qualcuno se ne esca con "ho fuso il motore dopo 300.000km e non c'era olio, benzina, acqua, e viaggiavo in prima a 7000giri": se si fa la normalissima manutenzione, durano tanto, chiedere agli oltre 400.000km della mia Giulietta), sono divertentissime da guidare, rollano molto perchè la scocca, derivata dall'Alfetta, non ha subito per via della mancanza di dinero gli aggiornamenti necessari, quindi inutile mettere molle rigide se poi flette la scocca. I motori sono (tolti i TD) emozionanti, tutti. Anche con una Giulia 1.3 se le fai 2/3 mini modifiche guidi col sorriso. Ovviamente il 2.0 è un'altra cosa. Sono facili ma molto facili da guidare: le serie Alfetta, Giulietta, 75, 90 hanno il cambio al retrotreno, quasi difficile farle scodare sull'asciutto, il ponte posteriore DeDion mantiene contato perfetto degli pneumatici posteriori con l'asfalto, piuttosto resta neutra o leggermente sottosterzante. Il borbottio del Bialbero Alfa Romeo è inconfondibile, dalla nascita con la 24HP hanno innovato molto, secondi solo alla Lancia, hanno sperimentato, ed hanno offerto sempre qualcosa di eccellente: il mio GTV2000 aveva il differenziale autobloccante, nel 1972, optional obbligatorio imposto dai collaudatori Alfa Romeo in seguito alle prove a Balocco.
Oggi tutti si fanno fighi con i test al Ring, per carità bella mossa di marketing, ma l'Alfa sono 60 anni che ha la pista privata (e che pista) a Balocco, per mettere alla frusta le vetture. Quando fecero provare alla dirigenza l'Alfetta, con dedion e cambio al retrotreno, impazzirono tutti per la sua tenuta di strada (un po' meno per la manovrabilità del cambio), c'è scritto tutto nel libro di Busso.
Purtroppo finirei col dilungarmi ma credimi: chi ti dice che le Alfa sono catorci, mente sapendo di mentire. Avrà provato una versione pessima tenuta in modo pessimo di ammiocugggino, e di lì tutta l'erba un fascio. Quando nel 1962 fecero il primo ugrade dopo pochi mesi alla Giulia le montarono 4 dischi dunlop: i tedeschi sono rimasti coi freni a tamburo fino agli anni 90. E occhio che non parlo di versione speciale della Giulia, tutta la gamma. Perchè i test che poteva permettersi di fare l'Alfa le altre case non potevano proprio farli.
Il riferimento alla 159 è parzialmente corretto: è un'auto che quando è nata era riferimento di categoria per motore, tenuta di strada, feeling di guida, e frenatura. I tiranti sterzo della 159 sono "elastici" ovvero sotto un determinato sforzo, aumentano leggermente sulla ruota anteriore esterna l'angolo di convergenza in modo da correggere l'eccesso di sottosterzo (cioè fanno quello che dovrebbe fare un pilota). Per spezzare un'altra lancia alle Alfafiat, la traversa plancia della 156/147/166 è in magnesio; quando uscì la 156 dettò legge in fatto di guidabilità su tutte le vetture, Quattroruote che all'epoca ancora usava gli strumenti invece del figometro di oggi, cercò di capire il motivo. Organizzò una prova di handling contro Audi A4, Bmw serie 3 del periodo (tutte orgogliosamente su McPheron, mentre la 156 viaggia su quadrilatero alto davanti e mcpherson evoluto dietro con convergenza variabile per aiutare inserimento ed handling: praticamente ti pare di guidare non dico una posteriore ma una 4wd). La prova consisteva nel misurare l'angolo di imbardata ad inizio curva delle tre vetture. La 156 dimostrò di avere il doppio di imbardata rispetto al serie 3 e quasi il triplo rispetto alla sottosterzantissima Audi. Si trova ancora l'articolo in giro, il titolo in grosso non posso dimenticarlo mai, diceva: GUIDABILITA', ALFA FA SCUOLA.
Non inizio manco a parlare dei motori in modo approfondito, men che meno del V6 Busso se no sto qui fino alla prossima pandemia!
Aggiungo, ho lavorato a Balocco per un anno e mezzo, ho guidato per molti Km in pista TUTTA la nuova gamma Alfa. Sono sicuro che se bendo uno "scettico" e lo faccio volare letteralmente nelle langhe con un normale Stelvio Diesel, penserà di essere su una berlina sportiva. Diciamo che rispetto alle Alfafiat le ultime hanno corretto il tiro, provate una normale Giulia, anche con i 16", restereste a bocca aperta.
Delle quadrifoglio non ne parlo, sono arrivato con la Stelvio a 280kmh sull'anello di Balocco durante dei test di consumo, inchiodando sul banking: una stabilità incredibile. Ho superato i 260kmh con la Giulia nel misto Alfa, inchiodando alla prima curva con gomme così così e freni in ghisa (purtroppo non aveva i carbo quel modello), la sicurezza che riesce a trasmetterti è fenomenale.
Oltre a quelle citate ne ho guidate tante altre: Alfetta GTV6 2.5, Giulia GTV1750, altre 75, etc etc...
La miata è l'unica auto al momento che mi ha trasmesso almeno in parte quelle sensazioni, le manca solo un'anima più definita ma per il resto essendo una copia del duetto non poteva che essere stupenda!
Per concludere: ho cercato di scrivere alcune cose personali ed alcune oggettive. Non è solo fanatismo, se mezzo mondo impazzisce per le Alfa un cavolo di motivo ci sarà pure no? Non c'è niente di male ad ammettere che è una casa che ha orgogliosamente portato avanti alcuni suoi principi, riuscendo spesso a battere la concorrenza. Sia ben chiaro che: SE DOVESSI SCRIVERE UN POST SUI DIFETTI DELLE ALFA PROBABILMENTE SAREBBE PIù LUNGO DI QUESTO! Ma è giusto dare a Cesare quel che è di Cesare.